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Soleva il comune di
Reggio Emilia, dai tempi antichissimi, dedurre l'acqua
irrigua dal fiume Secchia per mezzo di un canale che nei
periodi di siccità lasciava tutto il comune senz'acqua.
Così dall'altra parte aveva fatto Modena che aveva però
l'intenzione di accaparrarsi tutta l'acqua, per cui
vigilavano attentamente il corso del fiume lungo la sponda
destra, e lì avevano costruito torri per osservare
l'andamento delle acque ma anche gli spostamenti militari
vicini.
Vicino alla via Emilia di fronte al "castrum" di Rubiera
elevarono una potente rocca in difesa dei loro diritti: con
prontezza i reggiani innalzarono nel 1.200 la rocca di
Rubiera a ponente del "castrum". Duri gli scontri fra Modena
e Reggio. I nemici si affrontarono con ogni mezzo a loro
disposizione: catapulte, arieti, olio bollente e pece.
Allora i signori di Cremona e i D'Este di Ferrara
intervennero per sedare la forte ostilità. Alla fine di
lunghe trattative con l'aiuto dei podestà di Parma e
Cremona, vinsero i reggiani i quali poterono prelevare
l'acqua dal Secchia come Modena la raccoglieva a Sassuolo.
In rocca ebbe sede il primo comune di Rubiera già prima del
1.300. Dal duca Borso d'Este ebbe il privilegio di non
essere soggetta alla giurisdizione di nessuna città ma solo
alla città di Ferrara. E da quel tempo fu sede di
governatori, di podestà e di comandanti di rocca.
I costruttori della rocca fecero non solo una perfetta
architettura militare, ma la ubicarono in una posizione
talmente strategica a cavaliere della via Emilia che
facilmente poteva bloccare il traffico tra nord e sud.
Grande importanza militare e politica fulcro principale per
mantenere la pace tra Reggio e Modena (...) in tutti i tempi
manifestò il suo fascino misterioso per l'aspetto severo e
la sua potente solidità, per l'efficacia con cui l'arte
militare più sofisticata del tempo si fuse con le esigenze
civili.
Fu visitata da re, principi, uomini d'arme, architetti e
ingegneri militari: qui dimorò Carlo V imperatore, Francesco
I Re di Francia, Lucrezia Borgia figlia del papa Alessandro
VI, moglie di Alfonso, protettrice dell'arte della seta per
cui Reggio fu famosa in Europa fino al diciottesimo secolo e
ancora Napoleone I, Garibaldi e altri uomini illustri. Nei
secoli successivi fu dominio dei Boiardo, dei Gonzaga, dei
Visconti, degli Estensi, dei francesi, delle truppe
napoleoniche di Murat e dal governo austro ungarico dopo il
congresso di Vienna. Dal 1860 al 1867 divenne carcere
militare. Nel 1873 fu messa all'asta dal demanio: una parte
andò in proprietà al Municipio, una parte ad un nobile,
certo Benedetti. Da allora subì trasformazioni, vennero
abbattuti uri e cortine, spaccata in due venne attraversata
dalla via Emilia. Oggi ne restano quattro bastioni e sul
lato Sud Est sorge l'Osteria
del viandante e la Vineria del
Viandante.
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